A cura di Silvia Alesi
Come confermano i dati sul settore biologico riferiti al 2023, in Italia il biologico registra, come
negli anni passati, una crescita ancora costante, raggiungendo la quota dei € 2,46 milioni ettari
(+ 4,5% rispetto al 2022, pari a 106 mila ettari in più).
L’ampliamento della Sau (superficie agricola utilizzata) favorito dall’attuazione del Piano
Strategico Nazionale e dai fondi stanziati dal Governo per adozione, conversione e
conservazione del metodo biologico, ha fatto sì che la superficie bio italiana rappresentasse oggi
circa un quinto di quella complessiva (19,8%), rendendo l’obiettivo del 25% fissato dalla
Commissione europea nel contesto della strategia Farm to fork sempre più realistico.
Cresce, seppur più lentamente, anche il numero totale degli operatori (+1,8% a 94.441 unità,
rispetto al 7,7% del 2022), per la maggior parte legati ai segmenti agricoli più trainanti. Dal punto
di vista delle superfici biologiche, infatti, dominano seminativi (42,1%), prati e pascoli (29,7%),
colture permanenti (22,8%) ed ortaggi (2,5%).
Per quanto riguarda i consumi, sempre secondo ISMEA, quelli relativi al solo canale della Gdo
hanno toccato i 3,8 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,2% rispetto al 2022.
Nel corso del 2023, si sono moltiplicate le occasioni di promozione e valorizzazione del settore,
sia agli occhi del consumatore finale che del produttore indeciso; è stata potenziata la presenza
di prodotti bio nelle mense scolastiche; sono stati stanziati circa 10 milioni di euro in progetti di
promozione e sviluppo dei distretti biologici e molto altro è stato programmato per i mesi a venire
(sostegno ai biodistretti e alla filiera, costituzione di un piano dedicato alle sementi bio e di un
fondo per le scuole, etc).
In questo conteso, si inserisce anche l’apicoltura biologica che, pur godendo di un’immagine
estremamente positiva, soffre per il basso valore di mercato assegnato ai suoi prodotti, per le
ormai croniche criticità legate alla produzione e alla commercializzazione – patite dal
comparto apistico in generale – nonché per la ritrosia dei produttori, spaventati da presunti
costi esorbitanti e burocratizzazione eccessiva dei processi di conversione dal metodo
convenzionale.
Nel dettaglio, le principali problematiche legate alla produzione in apicoltura biologica possono
essere così riassunte:
- Riduzione dei pascoli produttivi in seguito alla massiccia diffusione dell’agricoltura intensiva e di colture non mellifere ed urbanizzazione di aree rurali
- Incremento dei fenomeni di avvelenamento, acuto e latente (uso non professionale e/o abuso di fitofarmaci in agricoltura)
- Aggressione di specie aliene, come la Vespa velutina al nord e la Aethina tumida al sud, e la recrudescenza di malattie della covata, maggiore virulenza della Varroa
- Cambiamenti climatici (temperature basse e piovosità eccessiva in primavera; temperature troppo alte e siccità diffusa in estate, con conseguente drastica riduzione delle produzioni nazionali)
Mentre dal punto di vista dei consumi è d’obbligo annoverare:
- Calo dei consumi pro capite
- Aumento della concorrenza sleale di prodotti importati e a basso costo
- Scarsi investimenti da parte della grande distribuzione organizzata, che resta il maggior canale di vendita del prodotto miele (presenza di prodotti industriali, scarsa presenza di prodotti regionali e/o bio, bassa varietà di etichette, gamma ridotta in termini di tipologie/varietà di miele)
- Utilizzo prevalente del miele come dolcificante o come sollievo delle prime vie respiratorie
- Minor percezione, da parte del consumatore finale, del vantaggio nell’acquistare miele biologico (il miele è per sua stessa natura percepito come tale)
Innovazione, formazione, campagne di informazione e sensibilizzazione, unitamente a servizi di
consulenza rappresentano, quindi, leve fondamentali per l’affermarsi di un modello produttivo
biologico che guardi al benessere dell’animale, dell’ambiente e del consumatore.
È in questo complesso scenario che prende vita BioMic, la prima Associazione nazionale di
rappresentanza interamente dedicata all’apicoltura biologica.
Bio.Mic, promossa da Miele in Cooperativa, nasce dalla consapevolezza della necessità, oramai
inderogabile, di contribuire in modo concreto alla costruzione di un futuro di sostenibilità
“integrale” per l’apicoltura italiana, che abbia come obiettivo anche promuovere la crescita
economica, sociale e culturale dei produttori dediti all’apicoltura biologica.
BioMic mette in campo un approccio nuovo, olistico, che basa la strutturazione delle sue attività
e dei suoi interventi su alcuni principi fondamentali: privilegiare l’utilizzo delle sottospecie di api
autoctone, controllando e riducendo i processi di ibridazione che rischiano di contaminare il loro
inestimabile patrimonio genetico; promuovere lo sviluppo economico delle aziende che scelgono
il metodo biologico, affermandone la competitività sui mercati non solo attraverso la leva del
prezzo del prodotto miele, ma, soprattutto, favorendo la sedimentazione nel consumatore finale
di quei valori “immateriali” che solo un prodotto biologico è capace di richiamare (territorialità,
qualità dei processi produttivi controllati, rispetto per l’ambiente, benessere animale, sicurezza
alimentare).
I soci fondatori di Bio.Mic, disseminati su gran parte del territorio nazionale – dalla Lombardia
alla Sardegna, passando per Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Campania,
Molise e Puglia – conferiscono alla realtà associativa, sebbene di recente costituzione, una rete
capillare di esperti e apicoltori professionisti in grado di operare, sia a livello nazionale che
territoriale, in modo puntuale e concreto. Una collettività rappresentativa e collaborativa che può
trasferire all’occorrenza tutte le conoscenze e le competenze utili alla conduzione di un apiario
con il metodo biologico, dal punto di vista pratico, normativo, burocratico e gestionale,
accompagnando l’apicoltore a 360° per tutto il suo percorso, sia esso di conversione,
avviamento o mantenimento dell’allevamento biologico.
Aggiornamento professionale; assistenza tecnica alla produzione; consulenza; formazione;
supporto nella gestione amministrativa, contabile e fiscale: tutto questo, è BioMic.
L’associazione, inoltre, rappresenta, tutela e valorizza le realtà aderenti in ambito istituzionale,
politico, sociale ed economico, sia a livello nazionale che internazionale, impegnandosi
quotidianamente per la diffusione e lo sviluppo di una cultura del biologico che, anche in
apicoltura, coinvolga sempre più produttori e consumatori finali, sensibilizzando verso i temi
della sostenibilità ambientale, della qualità integrale e del benessere animale. Aderire a Bio.Mic
significa anche collaborare attivamente alla promozione e all’implementazione di programmi di
ricerca, di studio e sperimentazione in ambito biologico che avranno dei risvolti positivi sulla
produzione ed il comparto apistico nel suo complesso.
Il progetto: Bio.Mic, L’apicoltura che vorrei
Il primo progetto firmato dall’Associazione, finanziato dal Ministero dell’agricoltura, della
sovranità alimentare e delle foreste e realizzato in collaborazione con la società di servizi di
Confcooperative Fedagri Pesca, Agri Rete Service soc. coop., e la società di
consulenza Consultapi, nasce allo scopo di attivare e promuovere processi produttivi
rispettosi dell’ambiente e del benessere animale, che salvaguardino la biodiversità, la
salute del consumatore finale e, non ultimo, che offrano un sostegno concreto al comparto
apistico nel suo insieme. Per farlo, il progetto intende costruire un dialogo costante tra
produttore, che necessita di conoscere ed approfondire il reale vantaggio dell’apicoltura
biologica, ed il consumatore, ancora poco propenso a riconoscere un maggior valore al prodotto
miele biologico rispetto a quello convenzionale.
“Bio.MiC è l’ennesima sfida che Miele in Cooperativa affronta nell’impervio percorso di
costruzione di un’apicoltura migliore, capace di intercettare e governare i cambiamenti in corso”
ha dichiarato Riccardo Terriaca, segretario generale di Miele in Cooperativa “D’altra parte il
settore biologico è molto vicino ai modelli di apicoltura di territorio che noi promuoviamo e
sosteniamo. La sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale, l’etica delle produzioni sono
elementi comuni che rendono fisiologico un legame tra MiC ed il mondo del biologico. Noi
crediamo nella necessità di contrastare l’omologazione e valorizzare la distintività, le eccellenze,
e, dunque anche il bio. Solo così potremo disegnare un futuro competitivo per le nostre aziende
e per il nostro settore in generale”.
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alice@bio.mieleincooperativa.it